SPRING WATER

L’acqua ci racconta la sua storia. Le sue caratteristiche rispecchiano le rocce attraverso le quali essa scorre. Le acque della Sorgente naturale di BAD PEDRACES, in Alta Badia (BZ), scorrono attraverso le rocce della formazione a Bellerophon, composta da strati di gesso e dolomia scura, depositata ca. 250 milioni di anni fa con l‘avanzamento dell‘Oceano della Tetide.

Storia della Sorgente BAD PEDRACES.

La sorgente è conosciuta storicamente fra quelle di maggior interesse in Alto Adige per le sue caratteristiche minerali.

All’inizio del XIX° sec. scienziati e dottori notarono per la prima volta una sorgente a Pedraces, la quale grazie alle sostanze contenute poteva essere molto adatta per bagni curativi. Tuttavia fu solo nel 1850 che vennero costruite alcune semplicissime cabine per i bagni vicino alla sorgente, nella casa dell’orafo Canins. La prima analisi approfondita dell’acqua avvenne nel 1858 grazie al professor v. Rost di Innsbruck. Nel 1885 le cabine per i bagni furono spostate vicino all’albergo Nagler. Attraverso una tubatura di legno l’acqua veniva condotta alla cabina. Nel 1905 lo stabilimento per bagni viene allestito in un edificio dell’albergo Nagler. L’acqua sulfurea veniva utilizzata per curare reumatismi, malattie della pelle e disturbi alle vie respiratorie.

Le rocce del bacino imbrifero della sorgente sono composte per la maggior parte dalla Dolomia Principale, dalla Formazione di Raibl, dalla Dolomia Cassiana, dai sedimenti argillosi e dalle marne della Formazione di S. Cassiano e dai tufi della Formazione di La Valle. L’acqua scorre lungo le fenditure delle rocce dolomitiche nel sottosuolo e giunge nei fini sedimenti della Formazione di S. Cassiano e La Valle, dai quali l’acqua assimila i suoi componenti tipici.

L'acqua è classificata come oligominerale sulfurea con fluoro e tracce di iodio, boro, bario, bromo, berillio, rame e litio. La temperatura alla sorgente è circa 7-8°C e la conducibilità intorno a 350 µS/cm.


Analisi dell’acqua della sorgente.

Le analisi sono state effettuate in laboratori specializzati seguendo le specifiche del D. Lgs. 176/2011 e DM 10/05/2015 (acque minerali e termali).

In particolare:

  • Università di Pavia (Dipartimento di Chimica – Prof.ssa Antonella Profumo), per le analisi chimico-fisiche;
  • Università di Pisa (Laboratorio di Igiene – Dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia – Prof. Angelo Baggiani), per le analisi microbiologiche;
  • Università di Firenze (Laboratorio di Geochimica Isotopi Stabili - Dipartimento di Scienze della Terra – Prof. Orlando Vaselli), per le analisi isotopiche.

Le misure eseguite in campo (sonda Multiparametrica Hanna HI98194) hanno segnalato i seguenti valori:


temperatura esterna [°C]

14

temperatura acqua [°C]

8,7

Conducibilità μS/cm]

381

pH

8,5

TDS (ppm)

190

O.R.P. (mv)

-244


Durante le fasi di misura si percepiva un persistente odore di zolfo provenire dall’acqua, caratteristico segno della presenza di sulfuri.


Analisi chimico-fisica.

Le analisi chimiche e fisico-chimiche sono state elaborate secondo la normativa in vigore (D.M. 10 febbraio 2015). Oltre alla temperatura delle acque sotterranee sono stati analizzati numerosi altri parametri dell’acqua, di seguito se ne riporta una tabella riassuntiva di confronto con le precedenti analisi disponibili.

 

Dalle analisi chimiche eseguite risulta che tutti i valori dei parametri di origine naturale sono inferiori ai limiti massimi ammissibili del D.M. 10 febbraio 2015.


Per le sostanze inquinanti derivanti dall’attività antropica (sostanze organiche) sono stati utilizzati metodi analitici con livelli minimi di rendimento come riportati nel D.M. 10/02/2015 non rilevando alcun tipo di inquinamento o di criticità (cfr. Allegato 1).


Sostanzialmente i risultati dei 2 campioni eseguiti a distanza di quasi 4 anni ed in stagioni diverse (estate e primavera) sono del tutto simili e non si rilevano anomalie di sorta rispetto ai parametri indicatori. 


Analisi microbiologica.

I campioni prelevati in data 20/05/2021 sono stati analizzati presso il Laboratorio di Igiene dell’Università di Pisa – Dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia – Prof. Angelo Baggiani.

Le analisi microbiologiche sono state elaborate secondo la normativa in vigore (D.M. 10 febbraio 2015). I parametri di riferimento e le metodiche di analisi sono quelli della normativa sopra citata, di seguito se ne riporta una tabella riassuntiva di confronto con le precedenti analisi disponibili (eseguite dall’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima della provincia di Bolzano con prelievo del 08/08/2019).


Descrizione esame (BAD PEDRACES)

Unità di misura

C1 camp.

(2019)

Unità di misura

C2 camp.

(2021)

Limite massimo ammissibile acque minerali (DM 10/02/2015)

Carica microbica totale a 22°C

UFC/ml

0

UFC/ml

0

≤20

Carica microbica totale a 37°C

UFC/ml

0

UFC/ml

0

≤5

Coliformi

UFC/100ml

0

UFC/250ml

0

0

Escherichia coli

UFC/100ml

0

UFC/250ml

0

0

Streptococchi fecali – Enterococchi intestinali

UFC/100ml

0

UFC/250ml

0

0

Pseudomonas aeruginosa

UFC/250ml

0

0

Staphylococcus aureus

UFC/250ml

0

0

Anaerobi sporigeni solfito-riduttori

UFC/250ml

0

0


Analisi Isotopica.

Di seguito vengono riportati e commentati i risultati relativi alle analisi isotopiche dell’acqua dei campioni denominati Bad Pedraces condotte dell’Università degli Studi di Firenze - Dipartimento di Scienze della Terra in data 09/06/2021.

I valori delle specie isotopiche sono riportati con la caratteristica notazione delta, riferita agli standard di riferimento: VSMOW per ossigeno (18O) e idrogeno (2H) e U.T. (unità tritio) per il 3H.


Campione

δ18O

VSMOW

δ2H

VSMOW

Tritio

U.T.

Bad Pedraces

-13,21

-96,2

M.A.R.

(Minima Attività Rilevabile)

Tab. 3: valori isotopici dell’acqua Bad Pedraces – prelievo del 20/05/2021.


L’isotopo instabile radioattivo dell’idrogeno trizio (3H) è comparso sulla Terra, e quindi ha iniziato a far parte del circuito idrologico dell’acqua, a partire dai primi anni ’50 del secolo scorso a seguito delle prime esplosioni di bombe H a scopo militare. Il suddetto isotopo, con il suo decadimento naturale (esplicitato bene nei grafici) è quindi diventato un eccezionale tracciante artificiale per stabilire l’età delle acque.


Nel nostro caso di Bad Pedraces, visto che non è stato sostanzialmente rilevato l’isotopo, è possibile affermare che l’epoca di infiltrazione delle acque campionate ed analizzate è sicuramente antecedente agli ’50 del secolo scorso e quindi >70 anni. 



Ricostruzione preliminare dell’ipotetica circolazione dell’acqua di bad Pedraces in base ai risultati delle analisi condotte e dalla situazione geologica locale.

Sulla base dei dati geologici, strutturali, termo-pluviometrici, geochimici, isotopici esposti nei paragrafi precedenti, è stata formulata un’ipotesi di circolazione idrogeologica che sta verosimilmente all’origine delle acque di alimentazione della sorgente Bad Pedraces.

Il sistema idrogeologico che ipoteticamente alimenta tale sorgente viene graficamente schematizzato nella sezione geologica riportata.


Sezione idrogeologica schematica (non in scala) con interpretazione circuito delle acque.



Si ipotizza, infatti, che a partire dalle quote più alte del rilievo soprastante Badia (Gruppo del Puez - Gardenaccia 2.673 m s.l.m.) si abbia una infiltrazione nei litotipi carbonatici della formazione fino ad arrivare alla base della vasta sinclinale delle Dolomiti. Alla base di detto circuito di percolazione le acque raggiungono i livelli basali della serie fino ad infiltrarsi e circolare in ambiente privo di ossigeno nella formazione del Bellorophon che contiene molta materia organica (livelli bituminosi). A seguito di una circolazione di risalita indotta da sovrapressioni artesiane e sfruttando probabili fratture per faglie delle formazioni triassiche, le acque risalgono fino ad immettersi nel detrito di versante e nei sedimenti fluvio-glaciali più superficiali dai quali poi emergono in corrispondenza di Bad Pedraces per probabile presenza di eteropie laterali meno permeabili.


L’ambiente anossico profondo (ambiente fortemente riducente) tende a ridurre lo zolfo contenuto nei livelli organici e gessosi del Bellorophon facilitando il rilascio del gas H2S nell’acqua della sorgente. Il basso residuo fisso dell’acqua fa ipotizzare inoltre una mescolanza nel detrito delle acque profonde con quelle più superficiali di percolazione meteorica diretta o comunque con breve circuito idrogeologico.